Le pagelle della stagione di calcio 2013/2014 secondo me.

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Come per lo scorso anno, ecco la stagione di calcio appena conclusasi dal dieci allo zero secondo me.

VOTO 10 E LODE alla Roma e a Rudi Garcia. Non consideriamo il fatto che ad inizio stagione abbia accettato una panchina che scottava parecchio e con un ambiente intorno che era una polveriera pronta ad esplodere. E non consideriamo nemmeno il capolavoro calcistico e ambientale che ha creato sin dal primo minuto della prima partita di questa stagione. No, concentriamoci solo su quanto segue. Quest’uomo è arrivato alla conferenza di presentazione con un interprete, ha tenuto la conferenza in francese e senza spiccicare una parola in italiano, salvo poi ripresentarsi due mesi dopo sciorinando un italiano encomiabile. In pratica, lui e Behrami sono i protagonisti della serie A che meglio parlano l’italiano davanti ai microfoni. C’è da riflettere.

VOTO 10 alle nostre riflessioni sul punto di cui sopra.

VOTO 9 a Campedelli e al suo Chievo Verona. Sì, al Chievo Verona. In tredici anni, dodici stagioni in Serie A: mica male per un quartiere di una città. E poi quel presidente così inusuale per il nostro calcio e per il nostro Paese. Lui, il numero uno della società, che si guarda le partite nel peggior posto dello stadio, con un’inferriata davanti che lo obbliga a spostarsi a destra e a sinistra in continuazione per seguire le azioni di gioco. Questa è una realtà che è lì per ricordarci che non è vero che il calcio di una volta è morto, una realtà che ci riporta ai quei valori di semplicità, dedizione e passione che ci hanno resi grandi nel mondo in vari ambiti e settori, ma che abbiamo sepolto sotto un mucchio di volgarità. Io sono un cantautore, ma non sono Venditti. Quindi: “Grazie, Chievo”.

VOTO 8 Alla Juventus, a Conte e a Gianluigi Trapani. Per l’onestà del loro allenatore, soprattutto: “Della Juve di Capello si ricordano solo gli scudetti revocati” e ancora, dopo l’eliminazione dall’EL contro il Benfica: “Questa sera la Juve è stata eliminata perché non ha avuto nessun episodio a favore”. Con un espulso e un infortunato che hanno ridotto il Benfica in nove? Nessun episodio a favore?? Quest’uomo è un genio, chissà che cosa ci avrà voluto dire. E poi: “In un paese in cui esistono più regole che idee, in cui si fa a gara a chi le raggira meglio, in cui un premier è eletto da entità non identificate, in cui la ministra è bona e la cantante è racchia, in cui tranquillamente giocano calciatori implicati nel calcio scommesse, in cui tutti bramano la rivoluzione e il cambiamento e poi, da vent’anni, nulla cambia, credo che la squadra più amata dagli italiani sia esattamente ciò che meglio ci rappresenta” Gianluigi Trapani, Il Napolista (grazie). Ricordate: “fatti non foste per viver come Conte, ma per seguir passion sportivamente”.

VOTO 7  Alla F.C. Internazionale, a Moratti e a Thohir. La gestione di un cambio di proprietà, a stagione in corso e per una società caratterizzata da soventi fughe di notizie, non era affar semplice. Sono stati perfetti: i media hanno saputo solo ciò che i protagonisti hanno voluto rendere pubblico. Inoltre, Thohir ha risposto a delle provocazioni da tifosotto qualunque in maniera esemplare e fine. Hanno provato a coinvolgerlo nel merdone di cosa nostra (scusate, casa, non cosa) che chiamiamo calciopoli, ma lui ha glissato in maniera elegante. Ben vengano personaggi così nel nostro calcio. Perché Il vero problema è che quelle provocazioni provenivano da cinguettii presidenziali. Credo che siano certi profili sui social ad essere “già cartone”.

VOTO 6 a Benitez. Certo che credo meritasse di più, ovvio. Ma dovrei discutere con i nostalgici di Mazzarri (eh sì, amici nero azzurri, a Napoli esistono anche loro) e con i detrattori di altre squadre che “Benitez ha fallito perché lo scorso anno il Napoli arrivò secondo e quest’anno terzo”. Dovrei ricordare loro l’incredibile numero di infortuni che ha dovuto gestire; dovrei ricordar loro che, a differenza dello scorso anno, quest’anno il Napoli ha giocato anche in Europa, è arrivato in fondo in Coppa Italia, ma ha totalizzato gli stessi punti dello scorso anno; dovrei ricordar loro che, in buona sostanza, il Napoli ha giocato senza Zuniga e Hamsik. E provate a togliere Vidal e Lichsteiner alla Juve, e provate a togliere Strootman e Maicon alla Roma per tutta la stagione. Credo che la vittoria di un trofeo (cosa non esattamente usuale a Napoli), valga questa sufficienza stiracchiata, comunque. Bentornato nel campionato italiano, Benitez. Ti canto una canzone: “Tu potevi fa’ l’americano, ma si tornato in Italy”.

VOTO 5 al pubblico del Catania. Un perfetto esempio della cultura sportiva che abbiamo in questo Paese. Pulvirenti ha creato un gioiello e credo che un anno storto possa anche capitare, ma c’è modo e modo di lasciare la serie A. Tutti uniti, con orgoglio e a sciarpe stese all’aria. Oppure, come è accaduto quest’anno in terra Etnea, con pretese francamente assurde e proteste sterili e controproducenti. Non sappiamo più che cos’è l’amore e la passione per una squadra, in Italia. Non esistono più tifosi innamorati, ma solo dei semplici utenti da multisala che pagano un biglietto e se non gradiscono, si alzano e abbandonano la sala a metà spettacolo tra i mugugni. “Mamma, dammi due sterline che in Premier League voglio andar”.

VOTO 4 a Javier Adelmar Zanetti. Quattro. Perché certi giocatori hanno il potere di cambiare il valore e il significato di numeri e valutazioni. Perché se quando penso alla 10 non vi dico nemmeno chi mi viene in mente e quando penso alla 3 penso subito a Maldini, da oggi la 4 sarà per sempre Sua. Un Capitano fino all’ultimo, con stile e dignità. Anche davanti ad un caciottaro che non gli concede nemmeno un minuto nel suo ultimo derby, anche davanti ad un uomo triste che non gli permette di indossare la Sua fascia nell’ultima in casa davanti al Suo pubblico: Lui non fa una piega. Professionista e Uomo serio fino all’ultimo minuto della sua gloriosa carriera. Come per Del Piero, quando venne cacciato in quel modo indecente, io mi inchino davanti a te, Capitano. Ci mancherai.

VOTO 3 al Milan e a Berlusconi. Questa volta ha sbagliato proprio tutto, Silvio. Era Renzi sulla panchina del Milan e Seedorf presidente non il contrario! Il Milan avrebbe fatto comunque ridere, ma almeno avremmo avuto un premier con più carisma. Scherzi a parte, la confusione mi sembra totale. Ripensando a come ci hanno presentato Honda sui giornali e in televisione nei mesi antecedenti al suo arrivo dal lontano est, ripensando a Lady Barbara che si è inserita in una situazione societaria complicatissima con tanto di improbabili battaglie con Galliani, mi vien da pensare che, a differenza dei cugini che paiono in nuove buone mani, la società rossonera sia ben lontana dalla luce. Ce la vedo la figlia del presidente a cantare quella canzone: “Alla fiera dell’est, per due soldi, un giocatore mio padre comprò”.

VOTO 2 a quelle due bottigliette lanciate da quei due coglioni contro Andrea Pirlo la sera di Napoli – Juventus. Anche in questo caso, un fotografia perfetta di un pezzo d’Italia. Perché Andrea Pirlo è un po’ come la Reggia di Caserta, maltrattata e deturpata dagli stessi italiani. Perché con la scusa che l’Italia di arte è colma e dunque gli italiani sono diventati insensibili perché abituati ogni giorno alle opere d’arte che li circondano, credo si voglia solo nascondere una preoccupante e totale assenza di senso civico e rispetto per quel che ci circonda e per noi stessi. è sufficiente varcare i confini dell’ex Bel Paese, per rendersi conto che la Reggia, gli Uffizi, il Colosseo e Andrea Pirlo vengono osannati, ammirati e decantanti. Chiedo l’intervento delle belle arti anche per lui. Monumento.

VOTO 1 a quel proiettile esploso. Uno. Boom. Uno sparo e poi il silenzio. Nulla sarà più come prima.

VOTO 0 alla stagione di calcio più brutta a cui io abbia mai assistito. Voto 0 a chi ha applicato la direttiva UEFA sulle discriminazioni e poi ha cambiato la legge su pressione del Palazzo (De Laurentiis compreso). Voto 0 a quel Palazzo che si è impegnato per far cambiare la legge sulla discriminazione territoriale per accontentare, difendere e legittimare i gruppi organizzati, confermando le pericolose connivenze tra società di calcio e ultrà. Voto 0 a chi quei cori li canta e pretende di continuare a farlo perché “è da vent’anni che si cantano e adesso che cazzo volete?”.  Voto 0 ai sacchetti di piscio lanciati dal settore napoletano allo Juventus Stadium: desolanti quanto i cori che ci cantano e forse di più. Voto 0 al giornalismo italiano che si è scandalizzato, indignato e ha scritto di Genny ‘a Carogna prendendolo a pretesto per dare sfogo a disinformazione e razzismo contro i napoletani, quando qualche mese prima scriveva di affari di mercato saltati per volere degli ultrà, di incontri tra Galliani e delegazioni ultrà a Milanello e ce li descriveva come fatti normali. Voto 0 allo Stato italiano che in quella maledetta sera romana era presente, ha guardato i suoi funzionari muoversi, andare a parlare, contrattare (forse) e il giorno dopo ha nicchiato, negato e si è nascosto dietro il dito Genny. Ora capisco davvero che cosa si intende con Stato assenteista. Perché quella sera il vero problema non era Genny, ma una pistola che aveva sparato e lo Sato non ha detto alcunché. Perché come dice Paolo Caiazzo, “il vero problema non è la carogna, ma sono gli sciacalli” e questo Paese ne è pieno. Voto 0 alla riduzione della squalifica al San Paolo: l’ennesimo rigurgito buonista e ipocrita di questo Paese, l’ennesimo tentativo di finire tutto con un “volemose bene” e a “tarallucci e vino”, senza rendersi conto che ormai sono finiti i tarallucci e pure il vino. Voto 0 a Sky, che ci ha parlato delle probabili, supposte e poi scongiurate (presunzione di colpevolezza, chi mastica di diritto può spiegare) infiltrazioni di napoletani in occasione della partita Roma – Juventus e poi non ha detto nulla dei cori e degli striscioni indegni esposti nella curva romanista per una “precisa linea editoriale”, come ho sentito pronunciare testualmente su SkySport24. Quindi, in pratica, ci parlano di quello che pensano possa succedere e che poi non si verifica, ma non ci dicono nulla di quello che effettivamente e materialmente accade. Che bel modo di fare giornalismo. Soprattutto, davvero quelli di Sky hanno una linea editoriale? Soprattutto, davvero quelli di Sky hanno una redazione? E soprattutto Massimo Mauro sa che cos’è una redazione?  Soprattutto, Massimo Mauro sa? Anzi, Massimo Mauro??! E, infine, voto 0 a me che scrivo, perché come cantano i Baustelle “non ci salveremo disprezzando la realtà” e io sono parte integrante di tutto questo schifo, di questo scempio, di questa immensa tristezza che chiamiamo Italia. Vesuvio, Etna, terremoti e meteoriti, mettetevi d’accordo e prendete bene la mira: siamo quelli a forma di stivale, spazzateci via insieme alla nostra bella ipocrisia.

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