Un, due, tre, mamma.

Quando vado a quest’ora della notte dai miei a prendermi il cane e trovo mia mamma ancora sveglia, mi si riempie il cuore. Scambiamo due chiacchiere, magari fumiamo una sigaretta, guarda sempre dei programmi che non mi piacciono proprio, di politica, cronaca nera, ma fa nulla, va bene così. Mi tranquillizza tremendamente sapere che c’è anche lei, la notte, che non dorme. Quella luce accesa che si vede dalla strada, tanto familiare, io me la immagino sempre accesa.
Un, due, tre, stella.
Tutti fermi, tranne me che mi agito e mi arrotolo pensieri, parole, vipere e canzoni. Nella notte. E poi quella luce lì, che mi coccola.
Un, due, tre, mamma.
Dormo sereno.

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