Sposato con figli.

famiglia

Una camicia, una cravatta, due bambini che dormono ancora, il brontolio grave e consueto di una moka, doccia e barba, un bacio frettoloso (ma non per questo privo di affetto) alla moglie, le chiavi di casa e una porta che si chiude. Fino a sera.

7.00 a.m.

La giornata di Claudio, come ogni giornata feriale, comincia così. Come tante altre giornate, di altrettante persone diverse.

La vita di Claudio, scorre così. Come tante altre vite, di altrettante persone diverse. Una moglie al suo fianco, le vacanze d’agosto, i genitori di entrambi che aiutano nelle faccende di casa, il lavoro che ha sempre sognato, il calcetto al giovedì con gli amici e una mensola piena di libri, dischi, guide di città, ricordi di una vita, la sua vita. Quarantacinque anni vissuti in maniera piuttosto serena, una brillante carriera universitaria culminata con una laurea in economia, due figli che rappresentano tutto e alti e bassi inevitabili, certo, ma di una vita regolare, comunque. Rispettabile.

Ogni mattina sosta al bar di fiducia, per ultimare appieno la fase di risveglio, giornale e caffè. Anche questa mattina Claudio si ferma e si siede per qualche minuto accanto alla vetrata del suo bar.

7.30 a.m.

Chiude il giornale, si alza per riportare la tazzina al bancone e guadagnare l’uscita, quando incrocia uno sguardo, in effetti non nuovo, e davanti ai suoi occhi fiorisce un volto assolutamente familiare, ma difficile da collocare nello spazio e nel tempo della sua vita. Anche l’anonimo signore, sulla quarantina abbondante, rimane fisso davanti a Claudio e sembra avere la stessa reazione, sembra provare la medesima  sensazione: “Io l’ho già vista in passato”, “Già”, risponde Claudio “lei di dov’è?” e quella figura inaspettata (che nel frattempo si è posizionata tra Claudio e l’uscita), posando il croissant su un piattino bianco e sistemandosi i baffi, si affretta: “Gazzada e lei?”. “Gallarate, potremmo esserci incontrati all’università? Ho fatto la Cattolica, a Milano” chiede Claudio, scrutando con curiosità quegli occhi castani e velati di mistero, dovuto soprattutto ad un sofisticato paio di lenti fumé: “No, direi di no, ho studiato all’estero” e di nuovo, Claudio: “Guardi può essere che ci sbagliamo, magari assomigliamo entrambi a qualcuno che conosciamo” facendo capire all’uomo di avere fretta “mi scusi, ma ora devo proprio andare, le auguro una buona giornata”.

7.50 a.m.

Quell’incontro imprevisto ha fatto sì che Claudio sia un po’ in ritardo, rispetto alla consueta tabella di marcia, ma per fortuna, ha sempre calcolato con largo anticipo la partenza da casa, perché è così che ragiona chi fa la spola dentro e fuori Milano. I soliti rallentamenti. Prima, seconda, terza; prima, seconda, terza, il ponte della Ghisolfa, circonvallazione e via, verso l’ufficio. Claudio lavora in un’importante azienda, ricopre il ruolo di responsabile marketing.

9.00 a.m.

La giornata di Claudio, anche oggi, può iniziare. Riunione con il direttore commerciale, studio di nuovi prodotti da lanciare sul mercato e analisi dei dati e del ciclo di vita dei prodotti già esistenti. A seguire, appuntamento presso gli uffici dell’agenzia di eventi, per definire al meglio il meeting aziendale previsto per settembre: location, alberghi da prenotare, disponibilità hostess e così via. Ovviamente, il tutto, preceduto dal tragitto per raggiungere lo stabile dell’agenzia, con sosta al bar per il terzo caffè della giornata. La mattinata di Claudio, vola via veloce, come piace a lui, tra incontri, telefonate, spostamenti e programmazioni.

01.00 p.m.

Il giro di boa, la discesa ideale verso casa, verso i figli. Pausa pranzo, come spesso succede, trascorsa in compagnia di un vecchio amico di università, che non lavora distante dal lui; risate e ricordi: Claudio pranza in maniera serena, si rilassa allungando le gambe sotto il tavolo. Una telefonata, un saluto veloce alla sua dolce, un paio di cose da comprare, rientrando la sera.

02.00 p.m.

Le ultime quattro ore di lavoro, sia chiaro, affrontate più che volentieri, tra imprevisti e nervosismi del direttore commerciale (si sa, alcuni di questi sono nevrotici e vivono male), ma Claudio non si scompone, gestisce le pretese al meglio e tenta di risolvere in breve tempo le problematiche, tenta di allentare la tensione, per sé e per chi lavora con lui. Sono quattro le persone che lavorano sotto la sua responsabilità e tutte e quattro lo apprezzano moltissimo, per il suo modo di lavorare, di organizzare il lavoro, per il suo modo di porsi e di gestire le risorse, per la sua rinomata capacità nel non scaricare responsabilità e tensioni ai suoi sottoposti. Una persona seria, onesta, serena e di spessore.

06.00 p.m.

La giornata lavorativa di Claudio termina qui, giusto il tempo di una sosta, per comprare quel paio di cose chieste dalla moglie durante la telefonata di mezzogiorno e poi potrà imboccare l’autostrada direzione casa. Finalmente.

06.25 p.m.

Claudio si gusta la prima e unica sigaretta della giornata, rientrando a casa; una boccata, due, tre immaginando l’incontro coi figli, che per ora ha solo visto dormire, come sempre, considerati i suoi orari mattutini. Ancora qualche classico incolonnamento, affrontato con quel sorriso disteso e rilassato, quando un fulmine a ciel sereno, un tuono sordo, lo fredda da dentro. Una scossa che gli attraversa il petto e lo sconvolge. La sigaretta gli cade dalla mano, Claudio deve accostare e in fretta, non riesce più nemmeno a guidare, la corsia d’emergenza va più che bene, Claudio non riesce ad andare oltre, la sigaretta sta bruciando sul tappetino dell’auto, ma a Claudio non importa nulla, gli manca l’aria, soffoca. Sta male. Claudio ha improvvisamente realizzato chi è quell’uomo incontrato al bar la mattina. Quel bambino che ogni estate si trasferiva a Gallarate dai nonni, una volta finite le scuole, ecco di chi sono quei baffi! Quel bambino con il quale Claudio giocava all’oratorio feriale durante le estati della sua pubertà, quel bambino con il quale trascorreva gran parte delle sue giornate  e, quando l’oratorio si vuotava, verso sera, giocava a nascondersi negli angoli, nei bagni, per baciarsi e toccarsi. Claudio aveva totalmente rimosso quel ricordo giovanile, ma ora, quel presunto peccato nascosto chissà dove nel suo inconscio, è riaffiorato all’improvviso scioccandolo.

06.33 p.m.

Convulsioni interiori.

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