I rispettabili.

Io, nei vari uffici in cui ho lavorato, sono sempre stato lo scapestrato, il musicoide cannaiolo single, che vive senza televisione e fuori dal mondo. Quello strano.
E li osservo, i rispettabili, quelli normali, quelli con l’auto familiare, i poster dei figli appesi in ufficio e le loro carriere, le loro vite socialmente ben introdotte. Li osservo, i rispettabili, affogare inconsapevolmente nelle loro tristezze e nelle loro contraddizioni.
E ogni volta che la sera rientro nel mio appartamento vuoto e freddo (non per me), abbraccio la solitudine con un sorriso e penso che sia meglio tornare a casa e non avere nessuno a cui dover mentire, piuttosto che avere qualcuno con cui dover recitare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...