Al mare dai miei.

Al mare dai miei accade sempre quello che ti aspetti; i vicini di ombrellone, quello che i miei prenotano ad ogni stagione, cambiano sempre, ma mio padre li conosce sempre, tutti. E ha sempre un argomento di cui parlare, con tutti. Arrivo sempre con un amico diverso, ma mia mamma non si formalizza mai e cucina sempre con entusiasmo, felice di avermi per qualche giorno.
Al mare dai miei le persone si ricordano di me e mi salutano chiamandomi per nome, ma, mentre parlo con loro, io desidero solo di essere spazzato via da un’onda anomala, perché non ho la benché minima idea di chi mi stia di fronte. Mai.
Al mare dai miei, la bambina grassa e incazzata è sempre più grassa e incazzata; ci sono sempre le meduse a farmi paura; ovunque io mi sdrai, ci sono sempre dei bambini che giocano e mi schizzano e, per fortuna, ci sono sempre anche le loro mamme che li rincorrono e si scusano; la mia pancia diventa fluorescente alla prima sera (non so perché, ma solo lei) e la gestione dei post sbornia è più semplice, leggera e spensierata.
Al mare dai miei, la ragazza con il culo bello, ogni anno, ha il culo sempre più tondo e più bello. Sconfessa qualsiasi legge sull’usura del tempo. È una poesia sulla sabbia, ci si potrebbe fare la pista di biglie perfetta, quella definitiva; credetemi se vi dico che è la dimostrazione inconfutabile dell’esistenza di Dio; è l’unico nome che io mi ricordi, no, non il nome del culo, quello della ragazza. Chissà come mai.
Al mare dai miei incontro sempre qualche straniero/a che attacca bottone e mi ritrovo sempre ad aiutare qualcuno/a che vomita la serata ai bordi di una strada. Spesso, lo straniero/a e lo sbronzo/a coincidono.
Al mare dai miei ho conosciuto il barista più pericoloso di sempre, quello che ti fa bere anche se non ne hai voglia, a costo di offrire, quello che ti fa mischiare il bianco col rosso, quello che ti fa bere dal primo giorno che ti incontra e non ti molla più. Quello che sono solito chiamare ‘papà’.
Al mare dai miei è un’esperienza che dovrebbero provare tutti, almeno una volta nella vita.

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