The Big Pam

UniversoCorreva l’anno 2013, era il ventidue di maggio e il Meteo, Dio, il Centro dell’Universo o chi per essi, quel giorno stesso, si rese conto che doveva essere primavera inoltrata e, finalmente, ci concedette un raggio di sole, si toccarono i ventiquattro gradi e strascichi di polline e pioppo volteggiavano nell’aria come avrebbe dovuto essere sin da subito, due mesi prima o poco meno. Fu un inverno lungo e infame, quello. C’era una strana elettricità nell’aria, la gente impazziva mostrando indiscutibili segnali d’instabilità, alcuni tornado tentavano di portarsi via quella che allora chiamavamo America e i fiumi in Italia erano pieni zeppi. Quella stessa mattina la Mimma, una signora che ogni mercoledì veniva a dare dignità alla mia dimora, mi disse di aver letto che il tutto era attribuibile ad una stella esplosa chissà dove nell’universo, ma non importa, perché quella stella, grazie a Dio, al Meteo, al Centro dell’Universo o a chi per essi, quella stella non eri tu.

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