Dio ha finito i gettoni

Telefono a gettoniLa tristezza che gioca con le sinapsi e si raggomitola in gola, fa sì che la vita mi investa come un un’onda, ma l’anomalo sono io. Seduto su una sedia di un qualsiasi centro commerciale, organizzo le mie settimane lavorative da bravo impiegato ligio al dovere e, intanto, osservo la gente che cammina, parla, mi osserva a sua volta e poi, chissà dove va a finire la sua giornata.

Invaso da una sensazione che non so nemmeno io descrivere, né catalogare, rimango seduto su questa sedia e mi godo fino all’ultimo istante un inaspettato momento di straordinaria grazia e serenità, fino a quando verrà infranto dallo squillare insistente del mio cellulare; l’ennesima chiamata di un qualsiasi collega, capo, amico, Dio.

E mi chiedo solo: chissà se quando la morte chiamerà, lo farà con una telefonata a mio carico.

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